Cidnewski Kapelye KOILEN

Cidnewski Kapelye
KOILEN
Viaggio musicale ai confini dell’impero

Per compilare questa raccolta, che vuol essere un invito ad intraprendere un viaggio nel vasto mondo della cultura Askenazita, e della musica Klezmer in particolare, ci siamo basati su registrazioni storiche di brani provenienti da un’area geografica che comprende paesi che oggi in parte non esistono più – Galizia, Bukovina, Bessarabia, Podolia -, estremi confini orientali dell’impero austro-ungarico.

Koilen – carbone in Yiddish – è il titolo di un brano registrato dal fisarmonicista Mishka Ziganoff nel 1919. È un tema che riprende una canzone popolare russa e che è, secondo alcuni, la base per una delle canzoni più belle ed importanti della nostra tradizione popolare: Bella ciao. La presenza di questo tema in culture diverse è la dimostrazione che la musica può rompere le barriere, varcare confini, attraversare oceani, e creare legami tra culture lontane.
Musica come carbone, carburante, koilen, per poter compiere quel viaggio che è stato per noi la registrazione di questo disco.

Buon viaggio!

Le tracce, il viaggio

Ogni brano di questo disco è legato in qualche modo ad un luogo geografico; in alcuni casi è presente un riferimento diretto ad un toponimo (Kiev, Berdychiv, Odessa), in altri invece il legame è con chi ha effettuato le registrazioni storiche di riferimento.
Naftule Brandwein (tracce 8,9) ha effettuato tutte le sue registrazioni negli USA, così come Harry Kandel (traccia 2), Miska Ziganoff (tracce 6,10), Israel J. Hochman (traccia 5) e i membri della Jewish Orchestra (traccia 4). Questi artisti, insieme a molti altri, costituiscono la prima generazione di Klezmorim operanti negli USA, e rappresentano il legame diretto con il vecchio continente.
Tra le poche registrazioni provenienti dall’ Europa, quella delle Belf’s Roumanian Orchestra (tracce 3,7) hanno costituito per molto tempo una delle rare testimonianze di musica strumentale sopravvissute alla seconda guerra mondiale.
In una preziosa raccolta pubblicata nel 2015 (Chekhov’s Band: Eastern European Klezmer Music from the EMI archives 1908-1913) sono contenute le registrazioni della Czernowitzer Civilkapelle (traccia 1).
L’unico brano tratto da fonti scritte è Dobranotch (Traccia 11), raccolto sul campo dall’
etnomusicologo russo Moishe Beregovski, la cui opera di raccolta, classificazione ed analisi della musica popolare ebraica costituisce una delle principali fonti di studio in questo campo.

1. Kopitshinetser Khosid (Czernowitzer Civilkapelle, EMI archives, 1908)
2. Kiever Bulgar (Harry Kandel’s Orchestra, Victor, 1921)
3. Bessaraber Hora (Belf’s Roumanian Orchestra, Syrena, 1912)
4. Berditchhever Khosidl (Jewish Orchestra, Columbia, 1916)
5. Mitvze Tentsl (Israel J. Hochman Orchestra, Brunswick,1921)
6. Koilen (Mishka Ziganoff, Columbia, 1919)
7. Nakhes fun Kinder (Belf’s Roumanian Orchestra, Syrena, Bucarest,1913)
8. Der terk in America (Naftule Brandwein, Victor, 1924)
9. Kolomeika (Naftule Brandwein, Columbia, 1923)
10. Odessa Bulgar (Miska Ziganoff, Columbia, 1920)
11. Dobranotch (Moshe Beregowski collection)

Ringraziamo Joel Rubin e Ilya Shneyweis per l’aiuto nel reperire le fonti e per averci fatto conoscere alcuni dei brani presenti nel disco, Alan Bern e tutto lo staff della YiddishSummerWeimar per l’ispirazione, tutti gli amici vecchi e nuovi che sono venuti ai nostri concerti, hanno ballato con noi e ci hanno supportato con il loro affetto. Un ringraziamento particolare va all’ amico Roberto Abbiati per i disegni originali che rappresentano perfettamente sulla carta ciò che è lo spirito del disco.

Per musica klezmer s’intende oggi quel repertorio nato in seno alla cultura askenazita, cioè quella parte di diaspora ebraica che, attraverso un percorso durato secoli, si è stabilita nell’Europa centro orientale.
Da queste regioni, per noi oggi così lontane nel tempo e nello spazio e dai nomi esotici ed evocativi – Galizia, Bukovina, Podolia, Bessarabia – provengono i brani presenti in questa raccolta, che vuol essere un invito ad intraprendere un viaggio nel vasto mondo della cultura Askenazita e in particolare della sua musica.
Queste regioni rappresentavano il confine orientale dell’impero austro-ungarico, confine innaturale tra occidente e oriente, tra “civiltà” e “barbarie”. Regioni in ogni caso cosmopolite o, cose si direbbe oggi, multiculturali, abitate da popoli diversi, ciascuno dei quali chiamava con un nome diverso lo stesso villaggio e la stessa città (ad esempio: Leopoli era L’vov, L’viv, Lemberg). La musica klezmer è l’esempio perfetto di questa commistione di lingue – Yiddish, Polacco, Ucraino, Russo, Tedesco – e di culture, essendo presenti in essa influenze che vanno dalla musica araba e ottomana fino alla musica rumena, rom, polacca, ungherese.

Il modo migliore per approcciarsi a questa musica, come del resto alla musica popolare in generale, è partire dalle registrazioni storiche. Essendo musica di tradizione orale è fondamentale partire dalle poche testimonianze rimaste su disco, per la maggior parte registrate negli Stati Uniti nei primi decenni del XX secolo, per fornire un’interpretazione il più possibile simile all’ originale nel carattere prima ancora che nella sonorità.
Nel disco è inserita una discografia relativa alle registrazioni originali che sono servite da base per la nostra rielaborazione. All’ ascoltatore curioso resta il compito di approfondire autonomamente la conoscenza di queste fonti, in larga parte ormai reperibili in rete, e di iniziare quel viaggio che ci ha portato alla registrazione di questo disco.

Un viaggio musicale in gran parte ispirato dalla ricchissima letteratura Yiddish, grazie alla quale si è salvata l’immagine e la testimonianza di un mondo cancellato per sempre dalla tragedia della shoah; è difficile suonare questa musica senza avere negli occhi le descrizioni della vita degli shtetl di Sholem Aleichem, la vita nella moldavanka odessita nei racconti di Isaac Babel, via Krochmalna e le strade di Varsavia nei romanzi dei fratelli Singer.
Nel periodo che va dalla fine del XIX secolo all’inizio del XX secolo milioni di ebrei lasciarono l’Europa centro-orientale per cercare fortuna nel Nuovo Mondo, portando con sé quella cultura e quella musica che, due generazioni dopo, sarebbe stata riscoperta e riportata in Europa dai loro nipoti, che negli anni ’70 diedero vita al cosiddetto Klezmer Revival; musicisti che ancor oggi sono il punto di riferimento per chiunque studi e suoni questa musica.

Credits

Clarinetto: Angelo Baselli
Violino: Oksana Ivasyuk
Fisarmonica: Davide Bonetti
Contrabbasso: Andrea Bugna

Registrato, mixato e masterizzato da Stefano Castagna presso lo studio Ritmo&Blu, Pozzolengo, BS
Progetto grafico e realizzazione Davide Bonetti e Angelo Baselli
Disegni originali di Roberto Abbiati
Prodotto da Cidnewski Kapelye in collaborazione con Associazione Alchechengi

I Cidnewski Kapelye sono un gruppo klezmer nato nel 2016. La formazione originale vede Angelo Baselli al clarinetto insieme ad Olmo Chittò al vibrafono, Rossano Pinelli al pianoforte e Andrea Bugna al contrabbasso.
Nel 2017 si uniscono alla formazione la violinista ucraina Oksana Ivasyuk e il fisarmonicista Davide Bonetti.
Pur avendo un approccio il più possibile rispettoso della tradizione, la band ha un suono molto personale caratterizzato dall’uso del vibrafono, strumento poco utilizzato in questo genere, insieme ai due strumenti solisti per eccellenza: il clarinetto e il violino.
Fin dalla loro nascita i Cidnewski tengono numerosi concerti partecipando alla Giornata di cultura ebraica 2017 e al festival Klezmer e dintorni di Bologna. Collaborano regolarmente con la cantante e attrice Miriam Camerini con la quale hanno attualmente in produzione lo spettacolo “Messia e Rivoluzione” dedicato all’esperienza del Bundismo.
Nel 2018 esce il primo disco della band, Koilen, registrato con la formazione clarinetto, violino, fisarmonica, contrabbasso, dedicato a brani provenienti dalle regioni che costituivano il confine orientale dell’impero austro-ungarico: Galizia, Bukovina, Bessarabia.

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